Nella nostra società gli anziani non sono rispettati eppure il processo di invecchiamento riguarda tutti indistintamente nessuno escluso. Gli anziani sono destinati a lasciare una labile traccia nel nostro tessuto sociale. Si insinua l’idea che non sono emancipati, che non sono all’altezza delle sfide della modernità. Gli attacchi agli anziani sono spesso troppo irruenti. Molti ragazzi sfrontati lanciano epiteti dal finestrino delle auto contro anziani indifesi lenti nella andatura negli attraversamenti pedonali. Nessuna azione può giustificare il dileggio. Agli anziani si assegnano compiti leggeri. Si è radicata nella nostra società l’idea malsana che solo i giovani sono abili, sanno combattere le sfide del tempo. Negli occhi degli anziani troviamo sempre più una ombra di pessimismo, una connotazione malinconica. Gli anziani diventano sfuggenti, si ammalano di depressione. Nessuno si pente degli affronti fatti agli anziani. Ci sono donne anziane derise da giovani donne superbe, oggetto di occhiate di disprezzo di giovani e bambini. Non ci sono mai occhiate che rincuorano. Le donne anziane sono diverse, sono da prendere di mira, da mettere da parte tutte insieme perché non hanno la pelle di pesca e il vitino di vespa. Le donne finchè sono giovani e carine hanno il plauso generale di tutti, come invecchiano sono un peso, un ingombro, un oggetto inguardabile. Gli automobilisti davanti a un viso rugoso voltano la faccia e invece sorridono a una fanciulla in fiore. Ci sono anziani dotati di grande personalità che nessuno considera. Chiaramente in certi contesti bisogna essere giovani, allegri. Si parla tanto di rispetto ma questo manca pure nelle scuole e negli ospedali dove pure gli infermieri maltrattano gli anziani con rabbia risentita e coccolano i giovani specie se belli. Verso gli anziani solo diffidenza e gelido distacco. Gli anziani si mettono sulla difensiva. Le allusioni all’avanzare della età si fanno frequenti e spesso sono offensive. Ci sono espressioni , modi di dire molto pungenti. Molte frasi rivolte agli anziani sono sarcastiche e irritanti. Un anziano deve restare in silenzio, non deve chiedere nulla. I giovani si sentono superiori e mettono in riga gli anziani anche colleghi con freddezza anche se questi hanno più esperienza. Certi atteggiamenti sono spiazzanti. Gli anziani non sono in primo piano, devo rimanere indietro, per loro le possibilità sono azzerate. Il problema degli anziani non è in via di risoluzione. Gli anziani sono sempre più emarginati, sono guardati con distacco e curiosità.
Una donna anziana in un negozio di parrucchiera è stata definita una donna sorpassata, il colore dei suoi capelli definito banale, ridicolo. È stata trattata con maniere indegne, spontaneamente volgari, attaccata con espressioni irrispettose, divorate da occhiate di sufficienza. Alla cassa al momento del pagamento è stata apostrofata con ironia con la parola signorina, solo perché l’anziana vedova non portava più la fede al dito. La negoziante ha fatto la classica figura della maleducata e inoltre ha perduto una cliente. Gli anziani destano sospetto, screditano il locale, sono tenuti a bada come appestati. Con il tempo che passa per fortuna non si può barare. La negoziante a denti stretti dovrà ammettere che anche lei invecchierà. Dovrà arrendersi alla evidenza anche con rabbia e senso di frustrazione. Con rammarico si renderà conto tardivamente di essere stata troppo aspra nel mettere a disagio una anziana. Anche lei resterà sullo sfondo affranta. Puntualmente ci sarà una giovane donna che la chiamerà con evidente ironia signorina. A testa bassa si renderà conto che quello che si fa si ritrova come un playboy che vede le sue figlie insidiate alla stessa maniera che faceva lui. Il destino non conosce contraddizioni. La negoziante passerà facilmente dal riso ironico e gaio al pianto e alla collera funesta. Banali non sono gli anziani ma i comportamenti innescati da persone che si possono definire costantemente maleducate e prive del minimo rispetto. Tutti devono fare i conti con l’invecchiamento e con il passaggio alla terza età e la quarta. La transizione non deve essere dolorosa. I giovani volubili non devono insultare con parole fredde e scostanti e irritanti. Le parole dovrebbero essere pesate prima di essere pronunciate. I genitori dovrebbero dare il buon esempio perché spesso i figli ripetono gli schemi mentali dei genitori. I problemi di educazione irrisolti restano sul tappeto e fanno la differenza. Non bisogna allontanarsi dalla buona educazione e buttarsi nella mischia, nel caos dove i nonni sono presi di mira e incolpati di un male che non hanno commesso.
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