Discussione

SBANDATI

Ci capita spesso per vari motivi ed esigenze di avere dei rapporti più o meno stretti con giovanissimi, adolescenti, giovani di varie nazionalità. Gli incontri possono derivare da un ricovero in ospedale, da un incidente, dalla vendita di una casa, dall’affitto di un appartamento, dalla frequentazione di un corso, dalla visita in una città, da una giornata allo stadio, da una attività sportiva, da una iscrizione in palestra. La prima impressione che abbiamo e di una attenzione eccessiva al look, una disciplina fisica che rasenta la ossessione. Le ragazze seguono pratiche massacranti, sia sportive che non, si sottopongono alla liposuzione appena maggiorenni, hanno un corpo flessuoso rifatto con i bisturi. I ragazzi sono scattanti portano capelli tinti biondi, striati di rosa e celeste, rasati, fanno sport estremi, attività sportive impegnative. Tutti mostrano abilità ginnica e questo è un bene, ma non deve divenire ossessione. Nella maggior parte dei casi andando a fondo scopriamo un esercito di sbandati. Sono persone che si inventano lavori, che vivono di lavori precari, di espedienti, che vivono fuori casa in abitazioni di fortuna, che non hanno rapporti con parenti e genitori. La loro vita dinamica si svolge in locali, magari lavorano in balere, in locali a stretto contatto con la malavita. Le ragazze sguazzano nei pantani di locali malfamati dove fanno le cubiste. Molti non hanno una preparazione scolastica adeguata. Molti vivono in veri sottoboschi, ai margini. Sono assenti dal panorama culturale. Non leggono, non assistono a uno spettacolo teatrale, passano il tempo seduti ai bar in uno stato di trance. In loro manca la volontà di ferro di imporsi, l’intraprendenza. Non sanno organizzarsi, sono disordinati. Come automi sono in grado di gettare alla spazzatura i ricordi di una vita. Non hanno alle spalle una famiglia solida, il padre è assente, o è un ubriacone. Loro sono costretti a tagliare i ponti senza rammarico. Per non soccombere all’isolamento vivono insieme ad altri coetanei in case sporche, fatiscenti, nelle periferie più degradate. Non sentono la frustrazione, sono assuefatti nell’oscuro male di vivere. Le madri sono impegnate, si sono risposate, sono state uccise dai padri. Il senso di libertà è tutto racchiuso in quella vita sbandata dove si ingegnano per farla apparire normale. Cercano di alleggerire con le amicizie labili la sconfinata solitudine che li attanaglia. Cercano sempre amici, si votano agli amici che poi li tradiscono, che mal ripagano la loro dedizione. Questi giovani sbandati nessuno li vede, nessuno vede il loro strano carattere, nessuno si intenerisce. Molti ragazzi si nascondono dietro atteggiamenti burberi. Molti si connotano per la loro facile irritabilità. I loro sentimenti restano sfumati sullo sfondo. Amano in modo carnale e violento senza rispetto e tenerezza. La loro sete d’amore non trova la protezione dei genitori e della società. Gli sbandati non sono coccolati, la loro prerogativa è la devianza. Conoscono solo rancori, divisioni, separazioni. Non hanno mai avuto privilegi, non sono mai stati oggetto di favoritismi. Queste categorie meritano un discorso a parte. In teoria bisognerebbe riportarle verso un giusto cammino di fedi, inglobarle dentro un sistema più equo e più giusto.