Il romanzo Nonna Sabella rappresenta l’esordio letterario del regista Pasquale Festa Campanile., autore tra l’altro di molti romanzi di successo come La ragazza di Trieste del 1982. Il romanzo, accolto favorevolmente dalla critica, si incentra intorno alla figura della nonna del regista, una donna forte, vivace che per sposare Pasquale, un socialista conosciuto in paese, viene cacciata di casa in quanto suo padre, borghese, non tollerava le vedute socialiste e atee del genero. Infatti il matrimonio non venne celebrato in chiesa. Suo padre per ripicca mise al mondo un'altra figlia Camelina. Sabella pagò un alto prezzo visto che tutte le amiche la esclusero dalla loro cerchia. Solo la nascita del figlio Raffaela pacificò il suo animo irrequieto.
Sullo sfondo della vicenda familiare si mostra la vita del meridione in quegli anni, l’ambiente borghese del 1860 fino al dopoguerra, con i fatti storici salienti, la lotta di classe, gli scioperi dei braccianti, la rivoluzione agricola più volte paventata, la distinzione di classi, le usanze e i costumi. Appare evidente la presenza di pregiudizi, superstizioni di varia natura che condizionano inesorabilmente la vita sociale e familiare come quella ad esempio di entrare in una casa dopo essere stati a un funerale per gettare via il malaugurio.
Il nipote dapprima è riluttante a confidarsi con la nonna, ad andare con lei ma poi la porterà con se a Roma dopo la morte del nonno, morto poco dopo la celebrazione delle nozze in chiesa, segno di una sua conversione tardiva.
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