Sui luoghi di lavoro molti giovani sono responsabili, preparati, dinamici, propositivi e hanno un comportamento decoroso. Hanno un approccio moderato, onesto. Esiste però anche una altra categoria di giovani che si mostrano superficiali, disattenti, sbadati, fanno ricorso anche al lavoro al turpiloquio all’uso di espressioni sboccate, indegne, di bassa lega. Alcuni hanno un tono aggressivo non solo con i clienti ma con il datore di lavoro. Hanno pretese spudorate, parlano sempre con modi alterati. In alcuni casi istigano altri giovani a ribellarsi in modo ingiusto e generano liti e discordie. Molti giovani dalla personalità contorta provocano risse, battibecchi, rivalità ed entrano in un circolo vizioso dove mostrano di essere sempre arrabbiati e avvelenati. Molti sono nervosi perché non vogliono lavorare nei giorni festivi e nei week end e si sfogano con gli eventuali clienti. Molti sono accidiosi, inerti e preferiscono affibbiare i lavori ad altri colleghi. Alcuni si rivelano anche maleducati e offendono clienti e colleghi.
In molti casi ci è capitato di notare una certa superficialità, impazienza, distacco, semplicità. Ci capita di ordinare un gelato al cocco e il giovane di turno ci propina un gelato con altro gusto o addirittura una granita, mostrando disattenzione. In certi uffici ci presentano una pratica diversa dalla nostra appartenente ad altro utente. Giovani autisti saltano le fermate dei bus senza scusarsi della dimenticanza e lasciando i passeggeri allibiti o corrono veloci nelle strade e nelle vie dei centri cittadini. Alle poste ci sono giovani che sbuffano e sbraitano per la presenza di troppa gente. Molti vorrebbero dedicarsi ai propri passatempi preferiti, ai propri piaceri, rifugiarsi al mare o in una discoteca. I giovani tecnici degli uffici chiamati per gli interventi si mostrano scorbutici, nevrotici, e spesso non si impegnano nella risoluzione del problema che si ripresenta poi nei giorni successivi puntuale e loro di nuovo si arrabbiano. Molti preferiscono ripararsi da soli il pc ed evitare di chiamarli. Molti pur avendo ottime risorse interiori e capacità non le sfruttano appieno. Si mettono volutamente in disparte, si ritirano. In certi contesti lavorativi mostrano noia e tedio. Alcuni di indole gaudente ridono dei clienti e li prendono in giro. Nei ristoranti i camerieri giovani sono capaci di sbagliare le ordinazioni e di scambiare le pietanze. Alcuni non sono gentili, ma si mostrano chiusi, duri, freddi. Alcuni arrivano al lavoro già stanchi, assonnati dopo notti di bagordi. Le ragazze si mostrano deboli, stanche anche per le diete ristrette. Alcuni sono arroganti e si inimicano tutti. Molti si comportano male con gli anziani specie infermieri.
I giovanissimi hanno in comune il fatto di essere sbadati, perché magari pensano ad altro, e in certi luoghi di lavoro, come fabbriche, ecc la distrazione può essere fatale e nociva.
Bisogna agire preventivamente e formare i giovani in modo adeguato, insegnare la tattica comportamentale necessaria. Bisogna adottare messaggi convincenti, favorire una comunicazione corretta e giusta, indispensabile per evitare comportamenti a rischio, conflitti, discussioni. Bisogna tenere conto delle inclinazioni dei giovani, delle loro reali capacità. Il lavoro per i giovani non è solo fatica ma una opportunità di crescita materiale, sociale, spirituale. Il lavoro non deve essere concepito come una condanna, una frustrazione, un obbligo da cui sottrarsi o liberarsi al più presto. Ci sono giovani che contano le ore che li separano dalla uscita dal posto di lavoro. Bisogna che i giovani sfruttino tutte le occasioni
Non si possono ignorare certi segnali che vanno corretti e contenuti. Gli errori, le provocazioni, i ritardi, le inadempienze, le svogliatezze, le sbadataggini possono costare care e arrecare dolore. Ci sono errori fatti con la testa fra le nuvole che si possono riparare ma altri che non solo non possono essere corretti ma che provocano conseguenze sia per il lavoratore che per i clienti e cittadini. Si può arrivare a comportamenti incontrollabili, omertosi che provocano dolore, rancore, diffidenza e problemi alle società e alle ditte. Bisogna badare alla formazione corretta per non creare una massa lavoratrice sbadata, smarrita, screanzata.
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