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Diletta Fosso: “Nuvole”

Diletta Fosso: “Nuvole”

Il singolo d’esordio della giovane cantautrice e violoncellista pavese è un brano delicato e sognante che esplora il tema dell'equilibrio interiore «”Nuvole” è una canzone che parla di equilibrio, quell’equilibrio fragile e instabile che tutti, prima o poi, ci troviamo a cercare. Il funambolo sospeso tra cielo e terra diventa l'immagine di chi cerca un posto nel mondo senza voler rinunciare a ciò che ha dentro. È il simbolo di chi oscilla tra il desiderio di volare e la paura di cadere, tra la voglia di inseguire un sogno e il peso delle responsabilità.» Diletta Fosso Diletta Fosso, la cantautrice che si accompagna sempre al violoncello, presenta il suo singolo d’esordio dal titolo "Nuvole". Questo brano vuole raccontare il punto esatto in cui i sogni incontrano la realtà, dove gli ideali si scontrano con le necessità di ogni giorno. La canzone avvolge l'ascoltatore in un'atmosfera leggera e quasi eterea, mentre il violoncello guida l'arrangiamento con un suono caldo e vibrante. Il singolo esce per l’etichetta Matilde Dischi, scritto da Diletta, è stato prodotto da Davide Maggioni e Paolo Fosso. Diletta Fosso è una giovanissima violoncellista e cantautrice, che fonde in modo originale la formazione classica con la passione per la musica pop e cantautorale. Frequenta il Conservatorio di Musica Vittadini e il Liceo Linguistico Cairoli di Pavia. Nel dicembre 2024 conquista il primo posto al Concorso Nazionale per la Canzone d’Autore Emergente “Città di Quiliano” – riconosciuto dal MEI come quarto contest italiano di maggior rilievo – ottenendo anche il premio “On Air” assegnato dall’ufficio stampa L’Altoparlante. Pochi giorni dopo, il 30 dicembre, si esibisce in apertura e insieme allo storico collettivo folk Yo Yo Mundi presso l’Auditorium Santa Caterina di Finale Ligure. Conquista il primo posto ai concorsi nazionali Gran Galà dei Festival 2024 a Ferrara, Musical Day 2023 e 2024 a Milano, Musical Café 2023 a Milano e School Life Music 2022 a Pavia. Nel 2024 riceve una menzione d’onore al Premio Beatrice Giovani di Verona. Con il racconto “Il Condominio” è tra i finalisti pubblicati al Concorso Letterario Caratteri di Penna 2024 con premiazione al Teatro Fraschini davanti a ospiti d’eccezione come Serena Dandini e Laura Formenti. Invitata il 4 ottobre 2024 alla rassegna del Comune di Pavia dedicata alle donne pavesi in primo piano, ha parlato di guerra, femminismo, nuove generazioni e del valore che la musica può avere nella società di oggi. Al Teatro Fraschini nel giugno 2024 interpreta il ruolo della protagonista nello spettacolo “Auradon” ispirato al musical Descendants della Disney. Si esibisce come spalla al quartetto d’archi Archimia con brani pop-rock. È arrivata due volte ai callback finali di “Io Canto Generation” (Canale 5) e di "The Voice Kids" (RAI), pur senza approdare alla messa in onda, e ha raggiunto la finale del talent The Coach VI trasmesso su 7Gold. “Nuvole” è il suo brano d’esordio, prodotto da Davide Maggioni per Matilde Dischi, in radio dal 14 marzo 2025. Etichetta: Matilde Dischi CONTATTI E SOCIAL instagram.com/dilettafosso/ facebook.com/dilettafosso tiktok.com/@dilettafosso

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Ciclo di conferenze sulla fine della seconda guerra mondiale

Ciclo di conferenze sulla fine della seconda guerra mondiale

Il prossimo 2 aprile sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la prima giornata sul tema “1945-2025: ottantesimo fine della seconda guerra mondiale”, ciclo di conversazioni organizzate dal Circolo Culturale “L’Agorà” . La seconda guerra mondiale vide contrapporsi, tra il 1939 e il 1945, le cosiddette potenze dell’Asse e gli Alleati che, come già accaduto ai belligeranti della prima guerra mondiale, si combatterono su gran parte del mondo terracqueo. Il conflitto ebbe inizio il 1º settembre 1939, con l’attacco della Germania nazista alla Polonia, e terminò, nel teatro europeo, l’8 maggio 1945, con la resa tedesca e, in quello asiatico, il successivo 2 settembre, con la resa dell’Impero giapponese dopo i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki da parte degli Stati Uniti. È stato il più grande e sanguinoso conflitto armato della storia e costò all’umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri, con una stima totale di morti che oscilla tra i 55 e i 60 milioni di individui. Le popolazioni civili si trovarono coinvolte nelle operazioni in una misura sino ad allora sconosciuta e furono, anzi, bersaglio dichiarato di bombardamenti, rappresaglie, persecuzioni, deportazioni e stermini. I due blocchi contrapposti nelle varie fasi del secondo conflitto mondiale non furono esenti da crimini di guerra sia contro i civili inermi che nei confronti dei prigionieri militari. Crimini contro gli oppositori, gli omosessuali, i malati di mente e portatori di handicap, alcuni tipi di minoranze religiose ma anche contro le varie etnie sparse sia in Europa che in Asia con la detenzione nei vari lager. Le politiche di occupazione del Giappone in Asia non furono dissimili da quelle adottate dalla ferocia nazifascista in Europa, come il massacro di Nanchino del dicembre 1937. Oltre ai crimini organizzati dalle autorità naziste vi furono anche quelle a cura della Milizia fascista e del Regio esercito italiano come quelli perpetrati in Jugoslavia ed in Grecia. Anche gli anglo-americani si macchiarono di crimini di guerra e di atrocità nel corso del conflitto, come ad esempio il massacro di Biscàri ed i soldati statunitensi compirono stupri tanto nel teatro di guerra europeo che nel Pacifico. Secondo alcuni studi, tra il 1942 e il 1945 militari statunitensi commisero circa 14.000 stupri in Inghilterra, Francia e Germania. Nel corso della campagna d’Italia, le forze coloniali del Corps expéditionnaire français en Italie si macchiarono di numerosi stupri nonché di saccheggi e uccisioni di civili in Sicilia e nella regione del Basso Lazio, in una serie di episodi collettivamente noti come “marocchinate”. La fine della seconda guerra mondiale determinò profonde e radicali modifiche territoriali, oltre che la fine terrena dei leaders e dei vari autori dell’inizio delle ostilità. La seconda guerra mondiale fu il conflitto più distruttivo della storia moderna: le stime delle morti causate dal conflitto, mai definite con precisione, variano da 55 milioni a 60 milioni. Nell’ambito degli 80 anni dalla fine della conclusione delle ostilità e della liberazione dall’oppressione e dalle dittature in tutto il mondo, si stanno organizzando conferenze e manifestazioni, anche il Circolo Culturale “L’Agorà, pur nel suo piccolo, ha inteso dare un contributo, organizzando una serie di momenti di riflessione su tale periodo storico che si protrarrà per tutto il mese di aprile. In tale ciclo di conferenze ci saranno diversi momenti di approfondimento che coinvolgeranno studiosi, ricercatori, accademici, istituti culturali e l’analisi di una serie di lavori multimediali realizzati dal Circolo Culturale “L’Agorà che tratteranno diversi aspetti del periodo storico in argomento. Queste alcune delle cifre che sono state oggetto di analisi, nel corso della giornata di studi organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 2 aprile.

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SBADATI

Sui luoghi di lavoro molti giovani sono responsabili, preparati, dinamici, propositivi e hanno un comportamento decoroso. Hanno un approccio moderato, onesto. Esiste però anche una altra categoria di giovani che si mostrano superficiali, disattenti, sbadati, fanno ricorso anche al lavoro al turpiloquio all’uso di espressioni sboccate, indegne, di bassa lega. Alcuni hanno un tono aggressivo non solo con i clienti ma con il datore di lavoro. Hanno pretese spudorate, parlano sempre con modi alterati. In alcuni casi istigano altri giovani a ribellarsi in modo ingiusto e generano liti e discordie. Molti giovani dalla personalità contorta provocano risse, battibecchi, rivalità ed entrano in un circolo vizioso dove mostrano di essere sempre arrabbiati e avvelenati. Molti sono nervosi perché non vogliono lavorare nei giorni festivi e nei week end e si sfogano con gli eventuali clienti. Molti sono accidiosi, inerti e preferiscono affibbiare i lavori ad altri colleghi. Alcuni si rivelano anche maleducati e offendono clienti e colleghi. In molti casi ci è capitato di notare una certa superficialità, impazienza, distacco, semplicità. Ci capita di ordinare un gelato al cocco e il giovane di turno ci propina un gelato con altro gusto o addirittura una granita, mostrando disattenzione. In certi uffici ci presentano una pratica diversa dalla nostra appartenente ad altro utente. Giovani autisti saltano le fermate dei bus senza scusarsi della dimenticanza e lasciando i passeggeri allibiti o corrono veloci nelle strade e nelle vie dei centri cittadini. Alle poste ci sono giovani che sbuffano e sbraitano per la presenza di troppa gente. Molti vorrebbero dedicarsi ai propri passatempi preferiti, ai propri piaceri, rifugiarsi al mare o in una discoteca. I giovani tecnici degli uffici chiamati per gli interventi si mostrano scorbutici, nevrotici, e spesso non si impegnano nella risoluzione del problema che si ripresenta poi nei giorni successivi puntuale e loro di nuovo si arrabbiano. Molti preferiscono ripararsi da soli il pc ed evitare di chiamarli. Molti pur avendo ottime risorse interiori e capacità non le sfruttano appieno. Si mettono volutamente in disparte, si ritirano. In certi contesti lavorativi mostrano noia e tedio. Alcuni di indole gaudente ridono dei clienti e li prendono in giro. Nei ristoranti i camerieri giovani sono capaci di sbagliare le ordinazioni e di scambiare le pietanze. Alcuni non sono gentili, ma si mostrano chiusi, duri, freddi. Alcuni arrivano al lavoro già stanchi, assonnati dopo notti di bagordi. Le ragazze si mostrano deboli, stanche anche per le diete ristrette. Alcuni sono arroganti e si inimicano tutti. Molti si comportano male con gli anziani specie infermieri. I giovanissimi hanno in comune il fatto di essere sbadati, perché magari pensano ad altro, e in certi luoghi di lavoro, come fabbriche, ecc la distrazione può essere fatale e nociva. Bisogna agire preventivamente e formare i giovani in modo adeguato, insegnare la tattica comportamentale necessaria. Bisogna adottare messaggi convincenti, favorire una comunicazione corretta e giusta, indispensabile per evitare comportamenti a rischio, conflitti, discussioni. Bisogna tenere conto delle inclinazioni dei giovani, delle loro reali capacità. Il lavoro per i giovani non è solo fatica ma una opportunità di crescita materiale, sociale, spirituale. Il lavoro non deve essere concepito come una condanna, una frustrazione, un obbligo da cui sottrarsi o liberarsi al più presto. Ci sono giovani che contano le ore che li separano dalla uscita dal posto di lavoro. Bisogna che i giovani sfruttino tutte le occasioni Non si possono ignorare certi segnali che vanno corretti e contenuti. Gli errori, le provocazioni, i ritardi, le inadempienze, le svogliatezze, le sbadataggini possono costare care e arrecare dolore. Ci sono errori fatti con la testa fra le nuvole che si possono riparare ma altri che non solo non possono essere corretti ma che provocano conseguenze sia per il lavoratore che per i clienti e cittadini. Si può arrivare a comportamenti incontrollabili, omertosi che provocano dolore, rancore, diffidenza e problemi alle società e alle ditte. Bisogna badare alla formazione corretta per non creare una massa lavoratrice sbadata, smarrita, screanzata.

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Valentina Livi, esce il nuovo singolo "Cadere in ginocchio", in tutti i digital store

Valentina Livi, esce il nuovo singolo "Cadere in ginocchio", in tutti i digital store

Cadere in ginocchio "È troppo tardi!" Se lo è ripetuto tante volte, fino a crederci davvero. Così ha tradito e abbandonato il suo sogno. La televisione, i talent, i social mostrano solo artisti giovanissimi, perfetti e sembra che esista un limite di età per sognare. Poi ha ricordato il motivo del suo inizio. Non conta il tempo, ma la cura. L'artista canta, perché quando canta, da sempre motivo alla sua esistenza. Biografia Valentina Livi nasce a Fano (PU) nel 1995, in una famiglia dove tre fratelli, più grandi di lei, cantano e suonano, ed è risultato quasi impossibile non appassionarsi alla musica. Fin da bambina interpreta e si appassiona alla musica di grandi cantautori e interpreti quali: Lucio Dalla, Fossati, Battiato, Battisti, Tenco, Mia Martini, Mina, artisti che influenzeranno la sua scrittura. A 14 anni fa la sua prima esibizione in pubblico, vincendo il concorso annesso ottiene una borsa di studio per una scuola di canto, luogo dove non avrebbe mai pensato di andare poiché non avrebbe mai pensato potesse essere utile per una crescita, ma, anzi, colta da pregiudizi, riteneva che l'istituzione scolastica la spersonalizzasse in quanto artista. Frequenta cinque anni di Liceo Musicale (Pesaro) dove, oltre alle materie ordinarie, studia musica classica, approfondendo armonia, solfeggio, canto lirico e composizione; un’esperienza che arricchirà e contaminerà moltissimo le sue idee musicali future, soprattutto per il rapporto di scambio che creerà con la sua insegnante di pianoforte. Durante il liceo prende parte anche a vari Musical mettendo alla prova la sua timidezza e in seguito al percorso liceale frequenta 3 anni di diploma canto al CPM, un’accademia di musica a Milano. Vince per due anni di fila, prima con un brano di Tenco e poi con uno proprio, il Best Solo Performer (canto) del CPM, una competizione dove tutti i cantanti della scuola hanno dovuto cantare per 2 minuti a cappella. Partecipa a vari concorsi, ottenendo sempre buone soddisfazioni, il più grande (per il pubblico) è stato XFactor nell’anno 2012-2013 dove, all’età di diciassette anni, arriva fino agli homevisit capitanati da Mika. In seguito, prende la decisione di lasciar perdere qualsiasi talent televisivo o concorso, e di iniziare a scrivere e comporre, perchè comprende che ottenere l'attenzione di un grande pubblico sarebbe stato superfluo in assenza di una propria produzione musicale. Nel 2017, ottiene il primo premio nella categoria cantautori al Tour Music Fest, con un brano scritto e arrangiato da lei insieme al cantautore pesarese, Davide Pagnini. Il primo premio consiste nella realizzazione di un singolo con il produttore di Roma, Tony Pujia. Nel 2018 arriva alla semifinale nazionale di Area Sanremo con un brano scritto da lei. Nel 2019 entra sotto l’etichetta PMS Studio con cui pubblica otto brani. Attualmente frequenta un corso di scrittura creativa a Milano con il vocal coach PACHY per trovare una chiave più moderna e unica al suo progetto e al suo modo di scrivere. Link digital store: pmsstudio.lnk.to/cadereinginocchio

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KAWAKAMI: "MOMENTO" è il nuovo singolo

KAWAKAMI: "MOMENTO" è il nuovo singolo

Ciò che non uccide fortifica. Quante volte ci si trova accanto a qualcuno senza sapere più se ci stia davvero guardando? È da questa domanda che nasce “MOMENTO”, il nuovo singolo di KAWAKAMI, disponibile su tutte le piattaforme digitali per Keyrecords/KMusic con distribuzione ADA Music Italy. Dopo l’ibridazione culturale di “Gitana”, l’artista milanese classe 1999 torna con una traccia intima ma lucida, in bilico tra malinconia e resistenza, che racconta cosa accade quando il sentimento si ritrova imbrigliato nella routine, e l’amore non basta più a coprire le crepe del quotidiano. Un brano che mette a fuoco l’esatto momento in cui si smette di essere certi e si comincia a cercare conferme. Quell’istante in cui le parole si fanno preghiera, la consuetudine diventa abitudine e l’unico appiglio resta chiedere: «Per un momento, chiedimi che cosa penso». Una domanda che non riceve risposta, uno sguardo che sfugge e parole trattenute troppo a lungo. E in amore, così come nella vita, c’è chi resta e chi si allontana, anche stando nella stessa stanza. Ed è così che alla fine, quella voce che prima confortava, ora confonde: «Lasciami stare, perdo il respiro, voglio sbagliare, sono sola per un po’». In un’epoca in cui il tempo sembra sfuggire dalle nostre mani e le relazioni soffrono la pressione di questa velocità, “MOMENTO” diventa parte di un discorso urgente: secondo l’Istat, quasi un terzo delle giovani coppie italiane si separa entro i primi 5 anni di relazione, e il 68% cita come causa principale “l’incapacità di comunicare e condividere”. In questo senso, il brano assume i tratti di un racconto generazionale, collettivo, in cui il disincanto affettivo si intreccia con l’incapacità diffusa di stare davvero dentro il presente emotivo di sé e dell’altro. “MOMENTO” intercetta il punto in cui ci si sente più soli: non quando l’amore finisce, ma quando comincia a trasformarsi in qualcosa che non riconosciamo più. Secondo un'indagine condotta dall’Università Cattolica di Milano, oltre il 70% dei giovani adulti italiani dichiara di avere difficoltà nel parlare apertamente con il partner dei propri bisogni affettivi. In questo contesto, il silenzio non è più solo una pausa, ma una voragine. KAWAKAMI restituisce questa frattura senza alcuna sovrastruttura, scegliendo la nudità del dubbio come forma narrativa. E proprio perché non forza un significato e non offre facili soluzioni, il pezzo lascia spazio a quel margine sottile in cui si smette di comprendere l’altro, ma non si ha ancora il coraggio di ammetterlo. È lì che “Momento” si ferma: in quel punto cieco dove le cose cambiano senza che nessuno riesca a dirlo ad alta voce. «Scrivere “MOMENTO” è stato come fermare un fotogramma di qualcosa che stava per sfuggirmi – racconta l’artista -. Avevo bisogno di capire se quella persona mi vedeva ancora per davvero, o solo per abitudine. È difficile restare, ma è ancora più difficile sentirsi dimenticati mentre si è presenti.» La produzione, firmata da Luigi “CALMO” Ferrara e Luca Notaro, veste il brano di un abito essenziale e caldo: un’anima R&B attraversata da scale blues, su cui la voce di KAWAKAMI si muove con misura e consapevolezza. Tra radici urban, venature soul e aperture melodiche che sfuggono alle etichette, frammenti quotidiani si intrecciano a pensieri quasi sussurrati che sembrano una confessione. Perno del progetto resta la direzione artistica di Kaizèn, capace di accompagnare l’artista in un’alternanza di pieni e vuoti, prendendo per mano l’ascoltatore e guidandolo in uno spazio disarmato, non protetto ma sicuro e privo di giudizio, dove anche il non detto ha un peso. In questo equilibrio sottile tra presenza e assenza, tra parole dette e trattenute, si coglie e si fa sempre più evidente una scelta precisa: il tono. La decisione di mantenere una scrittura sobria ma diretta, anche nei versi più netti, è una delle cifre distintive di “MOMENTO”. KAWAKAMI attraversa il disorientamento con parole semplici, mai gridate, ma che restano addosso: «Stessa bocca con lo sguardo perso, mi cerchi ancora ma... siamo tutte prese male». Una frase che descrive non solo la crisi della coppia, ma una generazione che fatica a comunicare davvero, risucchiata da automatismi, burn-out affettivi e una quotidianità che spesso spegne il desiderio prima ancora di dichiararne la fine. «"MOMENTO" non è un addio – conclude la cantautrice milanese -. È il tentativo di capire se esiste ancora un punto d’incontro prima che tutto svanisca. È quel minuto di silenzio tra due persone che si sono amate, in cui si decide tutto.» Con un tono maturo, mai retorico, “MOMENTO” mostra un lato più vulnerabile e riflessivo dell’artista, già protagonista con “Gitana”, "Altrove" e "Fiori di Carta", brani che le hanno permesso di conquistare playlist editoriali di spicco come "Scuola Indie" e "Anima R&B”. Il suo stile unico e fortemente riconoscibile, minimalista nelle immagini ma intenso nel significato, riesce a raccontare incrinature, fragilità e distanze affettive senza costruzioni. Con “MOMENTO”, KAWAKAMI ci guida in uno spazio silenzioso e necessario, in cui ci si può permettere di vacillare senza sentirsi sbagliati. Un invito a fermarsi, sedersi uno accanto all’altro, e ricominciare a chiedersi a vicenda cosa si prova. Perché a volte, basta un solo momento per cambiare tutto.

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Promossa a pieni voti la Sagra della Valtellina a Peschiera Borromeo (Milano)

Promossa a pieni voti la Sagra della Valtellina a Peschiera Borromeo (Milano)

La Sagra della Valtellina ha esordito nel migliore dei modi a Peschiera Borromeo, attirando un pubblico numeroso e appassionato. Durante il primo weekend della manifestazione, migliaia di visitatori hanno potuto assaporare i piatti autentici della tradizione valtellinese e lasciarsi affascinare da spettacoli di alto livello. «Siamo estremamente soddisfatti della risposta del pubblico - dichiara Alessandro Fico, responsabile dell’organizzazione -. Vedere così tante persone riunirsi per gustare i nostri piatti e godere degli spettacoli ci riempie di orgoglio. Ma la nostra soddisfazione più grande è stata poter supportare concretamente la comunità con la donazione di 100 pasti gratuiti verso chi ne ha bisogno». Il comune di Peschiera Borromeo ha infatti ricevuto dagli organizzatori 100 voucher, del valore complessivo di 3mila euro, che ha poi a sua volta destinato ai cittadini in difficoltà economiche. Molto apprezzata la proposta gastronomica con i classici pizzoccheri, sciatt, taroz, bresaola IGP e una selezione di formaggi tipici, il tutto accompagnato da vini di eccellenza. La palatenda coperta e riscaldata presso il Parco Borromeo (via Filzi/via Matteotti) ha garantito un'esperienza confortevole per tutti i partecipanti, che hanno potuto scegliere tra il servizio al tavolo e l’asporto. L’intrattenimento ha regalato momenti di grande spettacolo grazie alla Corte di Menelao. Tra gli eventi di punta del primo weekend: il cabaret di Enzo Emmanuello (venerdì 28 marzo), il tributo a Vasco Rossi (sabato 29 marzo) e la magia del Mago Johnny (domenica 30 marzo). Artisti di strada, mangiafuoco, trampolieri, ballerine di burlesque, comici e performer di ogni tipo hanno animato l’area, creando un’atmosfera magica e coinvolgente. L’evento non si ferma qui: la Sagra della Valtellina tornerà il prossimo weekend (4-5-6 aprile) con nuovi spettacoli e la stessa imperdibile offerta culinaria. Tra gli appuntamenti più attesi: il cabaret di Gianni Astone (venerdì 4 aprile), il tributo agli 883 (sabato 5 aprile) e la magia di Mister G. (domenica 6 aprile). Inoltre, le special guest Marlene Clouseau, regina del burlesque, e Norma Jean, brillante comica di stand-up comedy, sapranno stupire ed entusiasmare il pubblico. L’ingresso alla manifestazione è gratuito. Per assicurarsi un posto a tavola, è possibile prenotare online al sito ufficiale: sagradellavaltellina.it/peschiera-borromeo/. Gli orari di apertura sono i seguenti: venerdì 19:00 – 24:00, sabato e domenica 12:00 – 15:00 e 19:00 – 24:00. Per maggiori informazioni: WhatsApp 389 026 5550.

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Quando c’è una dote, e la voce eccelle come in Debora è tutto un work in progress!

Quando c’è una dote, e la voce eccelle come in Debora è tutto un work in progress!

Debora dove sei nata e dove vivi, chi ti ha invogliato in questo genere artistico? Sono nata a Lucca e vivo a Porcari in provincia di Lucca, la musa della musica è stata la mia mamma, che mi ha invogliato in questo percorso artistico. Un sogno che diventa realtà, questo interfaccio con la musica attraverso? Sono nata come cantante autodidatta, devo dir la verità ho studiato poco. Poi, in seguito ho studiato con Marco Del Freo, che ha seguito anche Anna Tatangelo. Anche, se canto da tanti anni, da quando ne avevo 18 anni, quindi oggi ne ho 35 anni, posso dire che la strada che ho intrapreso si è delineata nell’arco temporale, facendomi conoscere magnifiche persone nel mondo della musica. il Paso Karaoke Contest edizione 2025, è stata una serata stupenda, mi sono sentita a mio agio, solo che le mie corde vocali sono state un po' compromesse dal raffreddore, e forse non ho potuto dare di più a livello canoro, ma ho fatto del mio meglio. Questo sogno nel cassetto che strada sta prendendo? Essendo mamma di due bimbi stupendi Manuel di quattro anni e Gabriel di due anni, cercherò sempre di essere partecipe sia nella mia vita che in quella dei miei figli con la musica, poi andrò dove mi porterà lei, come dire un work in progress.  Il tuo futuro come lo vedi, con quali interazioni nel mondo della musica? Crescendo vocalmente, e con i miei bimbi, insegnando loro quest’arte stupenda, perché essa fa parte della mia vita e la voglio trasmettere con amore ai miei figli. Articolo: Dott. Salvo De Vita, Rosa Calderone, Gennaro Roffredi Dirigente e resp. del Servizio: Ufficio Stampa & Produzioni MP di Salvo De Vita Distribuzione Digitale: Dott. ssa Mietto Elisa

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Professori : dalla cattedra al " lettone" su Onlyfans

Alzi la mano chi non ha mai avuto pensieri “erotici” nei confronti della bella professoressa durante il periodo scolastico, ovviamente nell’età adolescenziale. Adesso quello che si poteva all’epoca forse immaginare lo si può vedere di fatto, basta andare nella piattaforma OnlyFans , divenuta famosa per l’intrattenimento per adulti, a pagamento...e... homosaccens.it/professori-dalla-cattedra-al-lettone-su-onlyfans/

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L’amore arriva precisamente quando intende farlo di Angela Iezzi

L’amore arriva precisamente quando intende farlo di Angela Iezzi

Angela Iezzi ci propone un office romance che gioca sul contrasto tra i due protagonisti: Alisia, impulsiva e caotica ma brillante nel lavoro, ed Ettore, metodico e rigido, costretto a rimettere in discussione le sue certezze quando la sua vita sentimentale va in frantumi. La loro convivenza forzata nell'ambiente lavorativo e la tensione iniziale tra i due danno vita a una storia che alterna momenti di ironia, riflessione e crescita personale. Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è l’ambientazione in Abruzzo, che emerge attraverso riferimenti alle tradizioni locali, offrendo un tocco di originalità alla storia. Anche la caratterizzazione dei personaggi secondari, come il migliore amico di Ettore, Davide, risulta ben riuscita e aggiunge leggerezza alla narrazione. Tuttavia, il romanzo presenta alcuni punti deboli. La dinamica tra i due protagonisti segue uno schema piuttosto prevedibile, senza particolari colpi di scena o innovazioni rispetto ad altri romance simili. Inoltre, il ritmo narrativo a volte appare troppo veloce, con alcune situazioni che si risolvono in modo fin troppo sbrigativo, lasciando la sensazione che determinati sviluppi potessero essere approfonditi meglio. In definitiva, L’amore arriva precisamente quando intende farlo è una lettura piacevole, adatta a chi cerca una storia romantica con un tocco di commedia, ma che non riesce a distinguersi in modo significativo nel suo genere.

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Zeus One, il nuovo singolo contro la violenza sulle donne

Zeus One, il nuovo singolo contro la violenza sulle donne

Dopo aver fatto parlare di sé con la collaborazione con Save the Children per una raccolta fondi a favore dei bambini colpiti dai conflitti, il rapper Zeus One torna sulla scena musicale con un messaggio potente e urgente. Il suo nuovo singolo, "Per vederti ridere", è un grido di denuncia contro la violenza sulle donne, ma non solo: è un invito a riflettere sulla violenza in ogni sua forma e su quanto sia fondamentale sradicarla dalle nostre vite. Con un testo diretto e profondo, Zeus One racconta le difficoltà che si possono vivere in una relazione, ma sottolinea che la paura non dovrebbe mai farne parte. Il ritornello, che si apre con le parole "Non aver paura di me", invita a riflettere su quanto sia fondamentale riconoscere i segnali di pericolo e prendere la decisione di chiudere una relazione se la violenza, fisica o psicologica che sia, entra a farne parte. “Ogni anno troppe relazioni finiscono in modo tragico, e troppo spesso sono le donne le vittime di violenza da parte dei loro partner. La paura non deve far parte di un legame. Se questo accade, è meglio farsi da parte e prendersi cura di sé prima che sia troppo tardi”, afferma Zeus One. Il rapper aggiunge: “La piaga della violenza non è solo fisica, e soprattutto non ha genere. Anche molte donne commettono violenza psicologica verso gli uomini, minacciando di rovinare le loro vite. Servono più amore e rispetto reciproco tra le persone, anche quando una relazione finisce. Il rispetto non deve mai venire meno”. Con "Per vederti ridere", Zeus One non si limita a denunciare la violenza sulle donne, ma allarga il suo messaggio anche alle altre forme di violenza che affliggono la nostra società. Un invito a riflettere su un paese che troppo spesso ancora cade nei pregiudizi sessisti e discriminatori, e a riconoscere la violenza dove essa si manifesta: contro le donne, ma anche contro persone di diverso orientamento sessuale o colore della pelle. “La violenza è sempre da condannare, in ogni sua forma, e l’amore, per quanto complesso e tormentato, non deve mai sfociare in qualcosa di spaventoso”, conclude Zeus One. Con questo brano, il rapper continua a portare avanti il suo impegno sociale e artistico, cercando di stimolare una riflessione su temi cruciali per il nostro tempo, attraverso la musica e la parola. “Per vederti ridere” è disponibile su tutte le piattaforme digitali.

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